L’Iraq rappresenta in un certo senso la culla dell’umanità. Qui la storia apparve per la prima volta, e sempre qui le civiltà per prime lasciarono profonde tracce di sé e documentazioni scritte. Si tratta della leggendaria mezzaluna fertile; patria di babilonesi, persiani ed assiri.
Negli ultimi 20 anni, a causa delle continue guerre che devastano la regione, il patrimonio è stato costantemente messo in pericolo da ruberie e disastri dovuti ai combattimenti. Ora l’Isil (lo stato islamico del Levante) minaccia di distruggere buona parte del rimanente (ed ancora immenso) patrimonio artistico. L’archeologia in questi paesi è vista a volte come una profanazione; si crede che i reperti siano frutto delle popolazioni di cui si parla nella bibbia, distrutte per volere di Dio nel punire gli uomini per i loro peccati.
La recente ondata di estremismo rischia dunque di negare all’umanità parte della sua storia archeologica. Attualmente le forze dell’ISIL hanno occupato il museo di Mosul (secondo solo a quello leggendario di Baghdad) e minacciano la città di Ninive, antica capitale degli assiri.
Per quanto riguarda il museo, i combattenti avrebbero assaltato la struttura obbligando tutti ad uscire e trasformandolo in un centro operativo. Le autorità locali si dicono preoccupate per i possibili atti di vandalismo per i preziosi libri e le statue qui esposte. Anche l’Unesco avrebbe messo in opera un piano d’emergenza per la salvaguardia del patrimonio arstico e storico locale.
fonte:http://www.eurasiareview.com/16082014-iraqs-archaeological-treasures-risk-destruction-isil/