Il colonnello Robert G. Shaw ed il “54th Massachusetts Infantry”

Se mai dovesse capitarvi di visitare Boston e di passare per la 24esima “Beacon Street”, ad un certo punto potreste trovarvi davanti ad un bassorilievo in bronzo raffigurante alcuni soldati a piedi ed uno a cavallo. Se mai doveste capitare per lì dopo aver letto questo articolo, saprete che gli uomini raffigurati sono i fanti del “54th Massachusetts Infantry” e che l’uomo a cavallo è il loro comandante, il colonnello Robert Gould Shaw. Ma chi sono questi uomini? Perché sono famosi?

La vita del colonnello Robert Gould Shaw

shaw

Fotografia del colonnello Shaw nel maggio del 1863.

Robert Gould Shaw nacque a Boston il 10 ottobre 1837 da una ricca famiglia intellettuale e abolizionista, fedele all’Unione. Durante la sua adolescenza, viaggiò molto e studiò per diversi anni in Europa. Nonostante le pressioni familiari, egli non aveva intenzione di intraprendere la carriera diplomatica e dedicarsi all’abolizione della schiavitù, pur ripudiandola e condannandola. Tra il 1856 e il 1859 frequentò l’università di Harvard, ma non sapendo bene che fare della sua vita decise di lasciare gli studi.

Quando nel 1861 scoppiò la Guerra di Secessione statunitense, Shaw si arruolò immediatamente nell’U.S. Army e venne inquadrato nei ranghi del 7th New York Infantry, col quale partecipò alla difesa di Washington D.C. per trenta giorni, al termine dei quali il reggimento venne sciolto. Nel maggio di quello stesso anno Shaw venne trasferito alla Compagnia H del 2nd Massachusetts Infantry con il grado di ‘second liutenant’, arrivando, nel giro di due anni, a raggiungere il grado di capitano.

Prima di comandare il reggimento col quale passerà alla storia, Shaw partecipò alle battaglie di Cedar Mountain e Antietam, distinguendosi per le capacità di comando e per il coraggio nei combattimenti. Nel tardo 1862, il padre di Shaw informò il figlio che il governatore del Massachusetts, John Albion Andrew, un convinto abolizionista, voleva metterlo a capo di uno dei primi reggimenti di fanteria volontaria composto da soldati afroamericani: il 54th Massachusetts Infantry.

Robert Gould Shaw al comando del 54th Massachusetts Infantry

Nonostante le idee progressiste e abolizioniste circolassero nei territori dell’Unione (e anche in quelli confederati, seppur in maniera drasticamente minore) e sebbene già nella Guerra d’Indipendenza americana (1775-1783) e durante la Guerra anglo-americana (1812-1815) fossero stati creati reggimenti di afroamericani, l’opinione pubblica era tutt’altro che sensibile alla questione razziale. Infatti, è un errore pensare che la Guerra di Secessione scoppiò per la questione della schiavitù: essa fu sicuramente motivo di attrito tra gli stati dell’Unione e quelli della Confederazione, ma non fu la causa scatenante del conflitto. In realtà, Unione e Confederazione rappresentavano due modelli diversi di società: il nord unionista, modello di società protezionista, industrializzata, urbanizzata e ed il sud confederato, stato liberoscambista e prevalentemente rurale governato da un’élite fortemente militarizzata e ampiamente latifondista. Gli schiavi afroamericani non erano solamente una questione di diritti umani, ma anche di economia.

Vale la pena di ricordare che, inoltre, in alcuni stati dell’Unione la schiavitù rimase legale durante il conflitto. Lo stesso Lincoln era inizialmente dell’idea che la schiavitù non dovesse essere abolita negli stati in cui già vigeva come legge, ma dovesse semplicemente essere proibita qualora si fossero formati altri stati durante l’espansione verso ovest. Pertanto, l’idea di un battaglione composto da afroamericani fece storcere il naso, tant’è che nelle prime fasi della guerra nemmeno gli unionisti volevano truppe nere. Tuttavia, grazie ad una clausola presente nella Dichiarazione di Emancipazione – effettiva dal 1863 – si permise la formazione di reggimenti di volontari afroamericani.

Shaw, del resto, era titubante a lasciare i suoi commilitoni, convinto del fatto che il 54th Regiment non avrebbe mai visto l’azione e quindi rifiutò la proposta del padre. Tuttavia, dopo aver meditato a lungo, decise infine di accettarla, anche per fare contenta sua madre. Nel marzo 1863 il Governatore del Massachusetts lo mise al comando del 54th Massachusetts Infantry e, il 31 dello stesso mese, fu promosso “maggiore” e, appena qualche settimana dopo, il 17 aprile 1863, raggiunse infine il grado di colonnello.
Messi da parte i dubbi e le incertezze iniziali, Shaw lavorò duramente per addestrare gli uomini e rimase impressionato dalla volontà e dalla determinazione da loro mostrate, rendendolo fiero di essi e inducendolo a rispettarli come bravi soldati.

Il colonnello si sposò, nonostante la disapprovazione di entrambi i genitori della coppia, con Anna Kneeland “Annie” Hagerty (1835-1907) a New York il 2 maggio 1863, con la quale trascorre una breve luna di miele poco prima di partire per il servizio verso la fine di quel mese.

Diversi giorni più tardi, il 28 maggio 1863, Shaw guidò il 54th in una grande parata attraverso le strade di Boston fino al porto della città, dal quale il reggimento partì per essere schierato in South Carolina. Inizialmente il battaglione fu assegnato ai lavori manuali. Ciò rattristò Shaw, che voleva mostrare a tutto il mondo il valore degli uomini che comandava. Il colonnello, inoltre, scoprì che la paga dei singoli soldati del battaglione, in quanto neri, era inferiore rispetto a quella dei loro commilitoni bianchi. Lo stesso Shaw, dunque, convinse e prese parte al boicottaggio della paga ineguale, rifiutandosi, assieme ai suoi soldati, di ricevere la paga.

Il 54esimo entra in azione

monumentoL’11 giugno 1863 il colonnello e i suoi uomini si trovano a Darien, Georgia. Tale città è luogo di un triste avvenimento: donne e bambini furono fucilati, le case bruciate e i loro averi razziati dai soldati dell’Unione, i quali diedero a fuoco anche i campi (dentro i quali probabilmente vi erano molti civili nascosti) e misero a ferro e fuoco l’intera città. Inizialmente, l’ordine di compiere queste atrocità fu dato dal Colonnello James Montgomery a Shaw, il quale, però, si rifiutò di compiere tali efferatezze. Scrive il colonnello Shaw in una delle sue tante lettere a casa: “Le ragioni che mi diede per le quali avrei dovuto distruggere Darien erano che i Sudisti dovevano capire che questa si trattava di una vera guerra e che dovevano essere spazzati via dalla mano di Dio, come i vecchi ebrei. In teoria tutto questo potrebbe sembrare una cosa giusta e normale, ma quando si viene a diventare uno strumento della rabbia del Signore, non mi piace affatto la cosa. Siamo al di fuori delle leggi normali dell’esercito e quindi non dobbiamo rispettare le regole convenzionali dello scontro a fuoco; ma questo non ci giustifica a compiere azioni rivoltanti quali sfogare la nostra rabbia su innocenti e indifesi.” Ironicamente, i coloni scozzesi fondatori di Darien, furono i primi a firmare una petizione contro l’introduzione della schiavitù nella colonia della Georgia.

Il 16 luglio 1863, Shaw e le sue truppe partecipano ad un piccolo scontro a James Island, nel quale i soldati si dimostrano efficienti e coraggiosi anche agli occhi di coloro che li disprezzavano. Due giorni dopo, Shaw e i suoi uomini partecipano alla battaglia che li porterà alla gloria: la seconda battaglia di Fort Wagner.

L’assalto del 54esimo a Fort Wagner

assalto

Fort Wagner era situato a Morris Island, poco distante dal porto di Charleston, South Carolina. Era un forte davvero impressionate, con i suoi sacchi di sabbia alti fino a circa 9m che si estendevano per un perimetro di circa 183m. L’unico approccio al forte una piccola mulattiera di sabbia, bagnata dall’Oceano Atlantico su un lato e da una palude sull’altro. Proprio su quella striscia di sabbia, Shaw e i suoi uomini, assieme ad altre due brigate di soldati bianchi ai lati dello schieramento, partirono alla carica.

Era il 18 luglio 1863. Per tutto il giorno l’artiglieria dell’Unione cannoneggiò il forte; tuttavia, il bombardamento non fu molto efficace e causò solo qualche piccolo danno. Alle 19:45, cominciò l’assalto. Per ben 1200 yardes (circa 1,1km) le truppe dell’Unione dovettero marciare sotto l’intenso fuoco delle truppe confederate. Le truppe dell’Unione riuscirono a penetrare nel forte in due punti, ma non ebbero abbastanza uomini per prenderne il controllo.

Il colonnello Shaw, vedendo i suoi uomini arrancavano sotto il fuoco nemico, guidò i suoi uomini all’assalto gridando: “Forward, Fifty-Four, Forward!”, (IT: “Avanti, 54esimo reggimento, avanti!”). Scavalcando un parapetto mentre incitava i suoi uomini all’assalto, venne colpito tre volte al petto e morì quasi subito.

Dopo Fort Wagner: il destino di Shaw e del reggimento

Alla fine della battaglia, più di 1500 soldati dell’Unione vennero uccisi o catturati dai 222 soldati della Confederazione che proteggevano il forte. Nonostante la sconfitta, il 54th Massachusetts Infantry dimostrò come i soldati afroamericani fossero dotati di coraggio e determinazione come qualsiasi altro essere umano. Il sergente William H. Carney, severamente ferito in battaglia, riuscì a recuperare la bandiera del reggimento, impedendone la cattura da parte del nemico. Fu il primo afroamericano a cui venne assegnata la “Congressional Medal of Honor”, la più alta decorazione militare degli Stati Uniti d’America, raramente concessa in vita.

Per il resto della guerra, il reggimento continuò a combattere. Dei 1007 uomini originariamente arruolati, solo 598 fecero ritorno nel 1865 per la cerimonia a Boston. Si stima che negli ultimi due anni di guerra altri 180.000 afroamericani si arruolarono nelle forze dell’Unione.
Il generale confederato Johnson Hagood restituì i corpi di altri ufficiali caduti in battaglia, tranne quello di Shaw. Il generale, rivolgendosi ad un chirurgo dell’Unione catturato, disse: “Fosse stato al comando di truppe bianche, gli avrei dovuto dare una sepoltura degna; ma visto come stanno le cose, lo farò seppellire nella fosse comune con gli altri negri che sono morti assieme a lui.”

Il corpo di Shaw, depredato di tutti i suoi averi, fu seppellito in una fossa comune assieme ai suoi uomini. Tale atto era inteso, da parte dei Confederati, come un insulto. Vennero fatti alcuni tentativi per recuperare il corpo del colonnello, senza successo. Tuttavia, il padre del colonnello, Frank Shaw, fece pubblicamente sapere che era fiero del fatto che il corpo del figlio fosse sepolto accanto a quello dei suoi compagni. Scrive in una lettera al chirurgo del reggimento, Lincoln Stone, le seguenti parole: “Non abbiamo intenzione di rimuovere il corpo da dove giace accanto ai suoi coraggiosi e devoti soldati… non immaginiamo posto più sacro di quello in cui egli riposa, accanto ai suoi fedeli e valorosi seguaci; tantomeno desideriamo una migliore compagnia per lui – che grandiosi guardiani giacciono con lui! –“.

Dopo la guerra, le truppe dell’Unione sotterrarono e seppellirono nuovamente tutti i resti – presumibilmente, tra i quali, vi erano anche quelli del colonnello – al Beaufort National Cemetary a Beaufort, in South Carolina.

Da lì a qualche mese dalla sua morte, il colonnello Shaw avrebbe compiuto 26 anni. La moglie Annie, rimasta vedova all’età di 28 anni, non si risposò mai.

Articolo di Lorenzo Naturale

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