Le sei mogli di Enrico VIII

Enrico VIII è ben noto per essere stato il re d’Inghilterra che ebbe sei mogli. Per lui una cosa era fondamentale: avere un figlio maschio, un erede che potesse portare avanti il nome “Tudor” nella storia e solidificare la presenza del casato sul trono. Pur di ottenere ciò che desiderava più di ogni altra cosa, prese in moglie sei donne diverse nel corso della sua vita, decapitandole oppure divorziando da esse quando era chiaro che non gli avrebbero dato un figlio maschio. Molte delle donne che diventarono sue mogli vennero usate come pedine politiche da uomini ambiziosi (spesso i loro stessi padri). Alcune di loro avevano sangue reale, altre erano le ultime speranze di nobili famiglie in fase di declino. Quasi tutte loro non avevano parola in merito alla situazione nella quale vennero a trovarsi coinvolte e che cambiò per sempre i loro destini.

CATERINA D’ARAGONA

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Caterina all’età di 16 anni.

Nata il 16 dicembre 1485, Caterina D’Aragona era la più giovane figlia, tra quelle sopravvissute, di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, i reali di Spagna. Poco tempo dopo la sua nascita, spagnoli e inglesi decisero di fare un’alleanza politica, negoziando il fidanzamento tra Caterina e il principe Arturo d’Inghilterra, cioè il fratello maggiore di Enrico VIII. Caterina aveva 16 anni quando si sposò, ma il matrimonio durò poco, in quanto sei mesi dopo le nozze Arturo morì. Non è ancora chiaro se i due avessero consumato o meno il matrimonio carnalmente, sta di fatto che Caterina, troppo giovane per rimanere una vedova senza figli, venne promessa in sposa a Enrico VIII. Quando egli salì al trono, nel 1509, i due si sposarono.

Abile e nata per comandare, Caterina era una donna intelligente. Il popolo diventò ben presto fiero del suo equilibrio, della sua grazia e del suo fascino. Veniva oltretutto molto ammirata per la sua bellezza – con la pelle chiara, gli occhi blu e i capelli castano chiaro, da giovane veniva considerata “la più bella creatura al mondo”.

La coppia sembrava felice e Caterina si ritrovò incinta poco tempo dopo il matrimonio. Nonostante ciò, nel 1510 nacque una figlia morta. Essendo lei stessa la figlia di un re, sapeva che sarebbe stato essenziale dare un erede maschio al marito che avrebbe potuto solidificare la sua posizione e il potere della monarchia, soprattutto considerando il precario clima politico in Inghilterra. Il loro matrimonio però fu afflitto dalla sfortuna. L’anno successivo diede vita a un bambino che morì dopo 52 giorni, il figlio successivo nacque morto e un altro bambino ancora morì dopo poche ore. L’unica a sopravvivere fu una figlia, Maria (conosciuta nella storia come “Maria la Sanguinaria”) che però al re non sarebbe bastata.

Enrico era frustrato a causa della mancanza di un erede maschio, ma il pensiero di lasciare la moglie prese forma solo quando si infatuò di Anna Bolena, una giovane ambiziosa e in apparenza fertile, al contrario di Caterina, ormai quarantaduenne e incapace di concepire. In segreto Enrico cominciò a tentare di divorziare dalla sua moglie spagnola, affermando che, in quanto aveva sposato la moglie del fratello, il loro matrimonio fosse maledetto e peccaminoso.

Quando Caterina scoprì i piani di Enrico fu devastata, ma mantenne la sua tenacia. Si dimostrò inflessibile sul fatto che il matrimonio con Arturo non fosse mai stato consumato e, quando le venne suggerito di ritirarsi pacificamente in un convento, affermò “Dio non mi ha mai destinata a un convento. Io sono la vera e legittima moglie del re”. La regina dimostrò la sua fermezza non solo davanti a re ma anche davanti al Papa, il quale a quel tempo era prigioniero del nipote di Caterina, Carlo V, imperatore di Spagna. Ma nemmeno questo fatto riuscì a salvare il matrimonio e l’onore di Caterina. Ella venne cacciata da corte e separata da sua figlia quando Enrico sposò Anna. Visse i successivi tre anni in manieri umidi e scuri, immergendosi nella preghiera.

Enrico, colto forse da compassione, le offrì la possibilità di vedere la figlia se solo entrambe avessero riconosciuto Anna come regina, ma Maria aveva ereditato la vena d’orgoglio della madre, ed entrambe rifiutarono. Nonostante le venne ordinato di rinunciare al suo titolo, Caterina si appellò come regina d’Inghilterra fino al giorno della sua morte, il 7 gennaio 1536.

ANNA BOLENA

anne_boleynIl suo nome è collegato a una tragedia romantica, ma si sa poco della vita che trascorse prima di entrare nelle grazie di Enrico. Vi sono perfino delle controversie riguardo il suo anno di nascita: c’è chi sostiene il 1501, chi il 1507. Era la seconda figlia, nata dopo Maria Bolena (dama di corte di Caterina e amante di Enrico VIII prima che egli si invaghisse di Anna) di Thomas Bolena, discendente da una nobile famiglia aristocratica inglese, ed Elisabetta Howard.

La giovane Anna venne inviata presso la corte di Margherita d’Austria per ricevere una buona educazione; qui imparò a cavalcare, danzare, cantare e scrivere. In seguito divenne dama d’onore della regina Claudia di Francia e acquisì certe conoscenze che poi avrebbero impressionato Enrico, ad esempio in fatto di arte, moda, buone maniere e amore cortese. In Francia conobbe i gentiluomini Thomas Wyatt ed Henry Percy, si fidanzò in segreto con quest’ultimo ma fu costretta a rinunciare alla loro relazione per entrare a servizio della regina Caterina d’Aragona, come ordinato dal padre, il quale aveva in mente per lei un marito ben più importante. Fu qui che, grazie alla sua intelligenza, bellezza e raffinatezza, colpì l’attenzione di Enrico, il quale la trovava irresistibile. Infatti le scrisse numerose lettere (17 delle quali sono conservate presso la Biblioteca Vaticana) e la sommerse di regali, chiedendole di diventare la sua amante ufficiale. Anna però rifiutò questo “titolo” e pretese di diventare regina.

Completamente infatuato, Enrico ruppe ogni legame con la Chiesa cattolica pur di ottenere il divorzio da Caterina e questo portò alla Riforma in Inghilterra. Nonostante i ferventi dibattiti riguardo la legalità o illegalità del matrimonio e il fatto che il popolo non la amasse tanto quanto lo faceva Enrico, Anna si sentiva perfettamente a suo agio in qualità di sovrana (venne incoronata nel 1533, dopo anni di lotta per ottenere il divorzio) e ben presto si ritrovò incinta. Nel 1533 nacque Elisabetta, la futura grande regina dai capelli rossi, ma la mancanza di un erede maschio costò caro ad Anna, la quale abortì svariate volte. i suoi nemici a corte approfittarono della sua situazione precaria per complottare alle sue spalle e, nel 1536, venne arrestata con l’accusa di adulterio, incesto (col fratello George) e tradimento. Nonostante le scarse prove riguardo la sua colpevolezza, venne giudicata colpevole, processata e decapitata.

JANE SEYMOUR

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Jane in un dipinto di Hans Holbein il Giovane.

Sotto molti punti di vista, la vita di Jane prima del matrimonio e la sua ascesa al potere, erano simili a quelle della sua predecessora. Discendeva da una rispettabile e ambiziosa famiglia composta da uomini desiderosi di usarla come pedina per i loro interessi personali. Grazie all’abilità di suo padre, Sir John Seymour, Jane ottenne un posto come dama di corte di Caterina d’Aragona negli ultimi anni ’20 del ‘500. Fu quindi testimone della controversa ascesa al potere di Anna Bolena, passando poi al suo servizio.

Jane era diversa da Anna sotto diversi aspetti. Anna era ambiziosa, scaltra e schietta; Jane invece era tranquilla, dolce e remissiva, nota per gli sforzi che faceva nel tentativo di mantenere la pace a corte. Anche dal punto di vista fisico le due donne erano opposte: Anna aveva i capelli scuri, profondi occhi marrone ed era di una bellezza inusuale; Jane era invece di carnagione chiara, con lunghi capelli biondi. Non è strano che quando Enrico cominciò a stancarsi della sua astuta e veemente moglie, desiderasse una moglie che potesse servirlo senza lamentele, e Jane era assolutamente perfetta.

Nonostante non si sappia con certezza quando iniziò la loro relazione, nel 1536 Enrico era sicuramente interessato a Jane. I loro approcci erano condotti in segreto, ma lui non riusciva a trattenersi dal farle regali sontuosi. La reazione pubblica alla sua relazione con Anna gli aveva insegnato che la discrezione fosse importante. Questo era perfetto per Jane, la quale non era ambiziosa quanto Anna ed era più che felice di restare l’amante segreta del re, sebbene la situazione fosse destinata a cambiare.

Solamente un giorno dopo l’esecuzione di Anna, Jane ed Enrico si fidanzarono, per poi sposarsi dieci giorni dopo. Nonostante si pensasse che non fosse intelligente o istruita come le precedenti mogli, il trattamento compassionevole riservato da Jane a Caterina d’Aragona le assicurò un certa popolarità. A differenza di Anna, non venne incoronata; la giustificazione di ciò era un’epidemia di peste a Londra, ma probabilmente Enrico, prima di incoronare un’altra regina, voleva assicurarsi che fosse in grado di dargli un figlio.

Le pressioni alle quali era sottoposta Jane, a questo punto, erano inimmaginabili. Il figlio illegittimo di Enrico, Henry Fitzroy, avuto con l’amante Bessie Blount ai tempi di Caterina, era morto, quindi non c’era più alcun possibile successore al trono, se non due figlie considerate illegittime. Nel 1537 Jane scoprì di essere incinta e probabilmente la sua gravidanza fu la più aspettata e presa in considerazione in tutta la storia del paese. Dopo un lungo e difficile parto, durato due notti e tre giorni, Jane diede alla luce un bambino. Dopo 29 anni di regno in Inghilterra, Enrico ebbe il suo erede, però le cose non erano così ottimistiche per Jane, la quale rimase debole ed esausta in seguito alle complicazioni dovute al parto. Il 24 ottobre, 12 giorni dopo la nascita del figlio Edoardo, Jane morì, a soli 29 anni. Fu l’unica delle mogli di Enrico a ricevere un funerale regale ed egli vestì il nero del lutto per tre mesi. Apparve anche cambiato come persona; aspettò anni prima di risposarsi e cominciò a ingrassare, come si nota dai dipinti in cui è raffigurato. Quando il re morì, nel 1547, venne sepolto accanto a lei, la madre del figlio per il quale, pur di ottenerlo, cambiò la storia dell’Inghilterra. In una parte dell’epitaffio per la morte di Jane Seymour si legge “Qui riposa Jane, una fenice che morì dando alla luce un’altra fenice”.

ANNA DI CLEVES

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Anna di Cleves in un dipinto di Hans Holbein il Giovane.

Nonostante Enrico non si fosse sposato per diversi anni in seguito alla morte di Jane, negoziazioni per un matrimonio iniziarono ben presto. Con la rottura tra Roma e l’Inghilterra, il paese di Enrico rimase isolato e quindi venne deciso che un’unione politica, piuttosto che un’unione amorosa, sarebbe stata per lui favorevole. Enrico aveva degli agenti in più paesi incaricati di scovare delle possibili unioni e di comunicargli pareri sull’aspetto delle donne.

Cleves, un piccolo ducato tedesco, venne visto come un possibile alleato dal segretario di Enrico, Thomas Cromwell, il quale si dimostrò deciso a un’unione con la sorella del Duca di Cleves, Anna. Enrico, interessato ad avere una moglie attraente oltre a stipulare un’unione politica, inviò il pittore di corte, Hans Holbein il Giovane, a dipingere un ritratto di Anna. Enrico la giudicò abbastanza accettabile da cominciare i preparativi per il matrimonio.

Anna però non era adeguata alla vita di corte inglese; era raffinata e virtuosa, ma non vantava di quella sofisticatezza o intelligenza che tanto attirava Enrico. Lei aveva sempre vissuto in casa ed era più interessata al ricamo che ai libri. Il giorno di Capodanno del 1540, Enrico si travestì ed entrò nella stanza dove Anna alloggiava, poi all’improvviso la abbracciò e baciò. Anna, inconsapevole che quello fosse il suo futuro marito, non lo degnò di grosse attenzioni.

Enrico non era entusiasta dell’unione. Anna era stata descritta come una donna bella, dai capelli chiari e un viso adorabile, ma le apprensioni di Enrico crebbero, nonostante il matrimonio venne celebrato, come pianificato, il 6 gennaio 1540. L’incapacità di Enrico di consumare il matrimonio la notte delle nozze lo portò a dire “non mi piaceva molto prima, ora mi piace ancora di meno”. Affermò che era stato ingannato non solo dal ritratto, ma anche dalle persone che si erano complimentate per l’aspetto della donna.

Il 24 giugno Enrico finalmente ottenne ciò che voleva e venne ordinato ad Anna di lasciare la corte. Quando le venne offerto un annullamento del matrimonio, lei accettò. Confermò che il matrimonio non era mai stato consumato e venne ricompensata per la sua obbedienza con una proprietà di valore e il nuovo titolo di “amata sorella del re”. Rimase in buoni rapporti con Enrico e visse tranquillamente in campagna. Nonostante il matrimonio fosse stato breve, ne uscì con la sua vita e il suo onore intatti, sopravvivendo a tutte le mogli di Enrico.

CATERINA HOWARD

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Probabile ritratto di Caterina Howard.

Caterina Howard era la giovane e vitale figlia di Lord Edmund, fratello di Elisabetta Howard, la mamma di Anna Bolena – il che la rendeva cugina della malcapitata regina. Nonostante sangue aristocratico scorresse nelle sue vene, suo padre era un uomo non particolarmente ricco. Caterina venne mandata a vivere dalla Duchessa Vedova di Norfolk, ma ricevette scarsa attenzione. Passava la maggior parte del tempo con le altre ragazze, facendo entrare ragazzi nelle loro camere in segreto, piuttosto che scrivendo o leggendo. Era vivace, piena di spirito e di natura buona, ma aveva una mente vagante e trovava difficile concentrarsi su una cosa sola per un certo tempo. Cominciò ad avere una relazione sessuale col segretario della casa, Francis Dereham. La relazione fiorì e cominciarono a chiamarsi moglie e marito a vicenda, lasciando credere a molti di aver contrattato un futuro matrimonio, ma la relazione finì quando venne scoperta dalla Duchessa Vedova.

All’età di 19 anni, Caterina entrò a corte, servendo Anna di Cleves, la quale interessava ben poco a Enrico, che quindi prese presto in simpatia l’affascinante giovane damigella. Caterina era conosciuta per il suo fascino ed Enrico, ormai 49enne, non poteva resistere a quella ragazza tanto eccitante. Sedici giorni dopo l’annullamento del matrimonio con Anna, Enrico sposò Caterina, la quale rappresentava ciò di cui il re aveva bisogno per risollevare il suo spirito. Lo persuase con frivolezze e un nuovo gusto per la vita e lui la sommerse di regali, battezzandola come “la sua rosa senza spine”.

Per la famiglia di Caterina la relazione fu un miracolo e una maledizione allo stesso tempo. Gli ambiziosi Howard speravano che la nuova posizione della giovane li avrebbe aiutati ad ottenere l’influenza che avevano al tempo del regno di Anna Bolena e a reinstaurare il cattolicesimo. Ma Caterina, a differenza di Anna, non era cresciuta in corti reali. Non era abile e nemmeno attenta e trovava difficile sbarazzarsi delle sue maniere da civettuola. Comunque, il suo passato la stava perseguitando. Coloro che conoscevano il suo passato domandarono posizioni a corte in cambio del loro silenzio e quindi presto Caterina si trovò circondata da nemici che sapevano tutti i suoi segreti.

Sposata a un uomo vecchio e malaticcio, non è sorprendente che la ragazza cercasse conforto altrove. Non passò molto tempo prima che la sua disattenzione si ripercuotesse su di lei e nel mese di novembre del 1541 ci furono abbastanza prove contro la regina per informare il re. Egli, ancora infatuato della sua nuova sposa, inizialmente rifiutò di credere a queste affermazioni, ma quando Dereham e un altro amante dichiarato, ovvero Thomas Culpepper, vennero torturati, confessarono le proprie colpe e vennero giustiziati. Nonostante avesse ripetutamente negato qualsiasi contratto prematrimoniale con Dereham, il destino di Caterina era segnato, venne giudicata colpevole di tradimento e decapitata il 13 febbraio 1542. A differenza di Anna Bolena, pare che le accuse contro di lei fossero fondate, ma credeva che se il re era felice (e lo era) non avrebbero contato molto. Caterina era una giovane donna ingenua e disattenta, non tagliata per l’intricata vita di corte, e pagò con la sua vita per questo.

CATERINA PARR

379px-catherine_parr_from_npgIn seguito alla disastrosa fine del matrimonio di Enrico con Caterina, le nuove e severe leggi del re resero veramente pericolosa la posizione di regina. Una nuova clausola nell’Act of Attainder (col quale il Parlamento prendeva il posto di un giudice o di una giuria nel processare una persona) prevedeva che chiunque sapesse qualcosa di spiacevole riguardo la sua nuova regina e non lo avesse confessato, sarebbe stato condannato a morte. In breve, coloro che erano a conoscenza di certi fatti avrebbero dovuto parlare prima del matrimonio oppure sarebbero stati uccisi. Cortigiani ambiziosi prestavano grande attenzione e il clima a corte era teso.

Quando le attenzioni di Enrico si rivolsero verso una vedova di 31 anni, la sensazione di sollievo fu generale. Conosciuta come Lady Latimer a quel tempo, Caterina era la figlia di Maud Green, la quale servì Caterina d’Aragona come damigella. Aveva una grande passione per lo studio e sapeva parlare fluentemente in francese, italiano e latino.

Caterina si sposò per la prima volta a 17 anni, ma solo quattro anni dopo suo marito morì e lei rimase vedova per la prima volta. Il suo marito successivo aveva 40 anni. Questa unione rese Caterina una matrigna, e lei si rivelò una moglie amorevole e compassionevole per il suo malaticcio marito. Egli morì nel 1543 e, all’età di 31 anni, Caterina si ritrovò ad essere nuovamente vedova.

Era circa in questo periodo che Enrico cominciò a essere attratto da Caterina, dalle sue qualità di matrigna e grande studiosa. Nonostante fosse più giovane del re di 20 anni circa, ella era di natura ragionevole e controllata ed egli cominciò a inviarle sontuosi regali. Caterina però aveva gli occhi puntati su un altro, ovvero Thomas Seymour, fratello della defunta Jane. Caterina aveva servito due mariti doverosamente e desiderava sposarsi, almeno per l’ultima volta, per amore. Ma col re coinvolto, non era destinato ad essere così, e Caterina sapeva che il dovere nei confronti del re superava di gran lunga i desideri del suo cuore. Nuovamente si sposò con un uomo più anziano e malaticcio, il 12 luglio 1543. La nuova regina venne immediatamente ben vista non solo dal re, ma anche dai suoi figli: si preoccupò ella stessa dell’educazione di Elisabetta ed Edoardo e giocò una parte importante nella riconciliazione del re con le sue due figlie. Caterina governava come una regina rispettata. Fu la prima donna a pubblicare un libro in inglese sotto il suo stesso nome e quando Enrico si recò in Francia per la presa di Boulogne, lei assunse il ruolo di reggente. Tuttavia la sua capacità non impedì a diversi nemici di complottare per la sua caduta. Poco prima che Enrico morisse egli comandò che Caterina avrebbe dovuto essere trattata come una regina, nonostante la sua posizione di vedova. Pareva che Caterina ne avesse avuto abbastanza della sua vita in qualità di regina e, solo sei mesi dopo la morte di Enrico, sposò Thomas Seymour, il suo amore di una vita, in segreto. Quando venne scoperta, l’unione creò scandalo. Nel 1548 Caterina si ritrovò inaspettatamente incinta all’età di 35 anni, ma poco dopo la nascita, il bambino si ammalò e morì. Poco dopo, il 5 settembre 1548, la madre seguì il figlio, morendo della stessa malattia che aveva colpito Jane Seymour.

Fonti:
All about history – The book of the Tudors, Imagine publishing Ltd, Bournemouth, 2015

Articolo di Giulia H.S.

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