Le 11 scissioni della sinistra italiana dal 1892 ad oggi

La storia della sinistra italiana è stata costellata da frazioni interne e divisioni, dalla fondazione del Psi nel 1892 fino a ciò che sta accadendo attualmente.

Tutto nasce nel 1892, quando a Genova nasce il Partito dei Lavoratori Italiani, che nomina Carlo Dell’Avalle come primo segretario. Nel 1895, in occasione del Congresso di Parma, avrebbe assunto il titolo di Partito Socialista Italiano, diventando di fatto il primo grande partito di massa dell’Italia liberale.

Le fratture interne e lo scontro tra massimalisti e minimalisti conducono alla prima grande scissione, che matura a Livorno, quando la corrente rivoluzionaria dei socialisti, insoddisfatta per l’esito del Congresso appena tenutosi nella città toscana, lascia l’organizzazione e fonda il Partito Comunista d’Italia.

Durante gli anni difficili del governo fascista e del regime mussoliniano i due partiti sono costretti alla clandestinità. Tornano alla ribalta nel 1947, agli albori della guerra fredda, quando la corrente moderata guidata da Giuseppe Saragat, in polemica con la linea di Pietro Nenni favorevole alla collaborazione con i comunisti, fonda il Partito social-democratico.

Una data cardine per la politica interna italiana e per le relazioni internazionali è il 1956, quando Nikita Chruščëv avvia il processo di destalinizzazione che avrebbe condotto ai moti di Polonia e di Ungheria. La reazione interna è il raffreddamento dei rapporti tra Psi e Pci, ma nel 1964 nasce il Partito socialista di unità proletaria, composto in prevalenza dai socialisti “carristi”, favorevoli cioè all’intervento dei carri armati sovietici a Budapest nell’ottobre 1956.

Nella prima metà degli anni ’70 l’Italia è scossa dalle stragi che avrebbero di fatto aperto la fase degli “anni di piombo”. La radicalizzazione dello scontro sociale e politico porta alla nascita del Partito di unità proletaria nel 1974, sotto la guida di Vittorio Foa, Lucio Magri, Valentino Parlato e Silvano Miniati.

Nel 1991 si conclude l’esperienza politica del Pci: Achille Occhetto dà vita ad un nuovo partito di orientamento socialista e democratico, che prende il nome di Partito Democratico della Sinistra.
Nello stesso anno, Armando Cossutta, Ersilia Salvato, Lucio Libertini e Sergio Garavini, contrari alla fine del Pci, varano il Partito della Rifondazione Comunista che, nel quadro della fine del sistema bipolare, assume una posizione più radicale rispetto alla compagine di Occhetto.

Nel 1998 il Pds e altre sigle di ispirazione socialista, cristiano-sociale, comunista e repubblicano, danno vita ai Democratici di Sinistra. I primi segretari sono Massimo D’Alema e Walter Veltroni.

Sempre nel 1998 una parte di Rifondazione, favorevole al sostegno al governo Prodi, entra in scissione con il resto del partito e fonda i Comunisti Italiani.

Nel 2007, dalla fusione dei Democratici di Sinistra e La Margherita di Francesco Rutelli, nasce il Partito Democratico, con Veltroni primo segretario e Romano Prodi primo presidente.

Infine, nel 2009 l’unione di Sinistra Democratica, contrari alla nascita del Pd, dà vita a Sinistra, Ecologia e Libertà (SEL) insieme ad un gruppo fuoriuscito da Rifondazione.

Fonte:

Corriere della Sera, 18 febbraio 2017

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