Amanti della storia

Intervista all’ideatrice di Vestioevo: due seminari per scoprire un mondo affascinante

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Per il 5 e per il 12 marzo al Palazzo del Podestà di Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, è stato organizzato un seminario sull’abbigliamento maschile e femminile del XIII e del XV secolo. Abbiamo intervistato l’ideatrice di questa interessante iniziativa, Michela Renzi.

Come è nata questa idea?

L’idea è nata dalla mia passione per quest’argomento e dalla volontà di promuovere e diffondere il concetto di qualcosa che va oltre a quello che si vede nei film, che si legge nei libri o si trova su internet: non basta vedere o leggere qualcosa. Bisogna associare le due attività per attuare una ricerca, ponendosi delle domande per contestualizzare un modo di vivere, un modo di vestire, un modo di pensare.

Il seminario si prefigge questo scopo?

Un seminario può offrire certe risposte, può essere un approfondimento o può essere un punto di partenza dando le basi di quella ricerca storica che si vuole effettuare.
Parlare di moda medievale è uno stimolo che va oltre al concetto di Medioevo che si studia a scuola: l’Italia ha una ricchezza artistica da invidiare, e ogni regione, ogni comune ha la sua storia, il suo passato riportato in opere pittoriche, scultoree, scritte e anche musicali e culinarie.

Quali temi saranno approfonditi durante queste giornate?

I seminari sono costruiti sull’idea di condivisione di nozioni e informazioni basate su fonti visive. Durante le due giornate saranno esposti i temi principali della moda del XIII secolo e del XV secolo. Verranno presentati gli aspetti stilistici delle vesti e delle sopravvesti sia maschili sia femminili.
Attraverso la visualizzazione di slide, che proporranno fonti del periodo trattato, si illustreranno i particolari dei tessuti, della vestibilitá, delle fattezze e degli usi degli abiti indossati da ceti bassi o benestanti.

Per quale motivo la moda viene ad assumere un ruolo centrale nelle fasi conclusive del Medioevo?

La moda nell’Italia della seconda metà del ‘400 subì un ulteriore cambiamento. Giorgio Marangoni, nel suo “Evoluzione storica e stilistica della moda“, parla di buon gusto italiano, e questo perché lo sviluppo e la diffusione della letteratura e dell’arte predisposero nuovi concetti e nuove forme di moda, sopratutto tra le famiglie benestanti, che divennero esempio ed ispirazione di eleganza definendo appunto il buon gusto nel vestire italiano in tutta Europa.

Oltre all’esperto Federico Marangoni, saranno presenti altri studiosi e storici del nostro passato?

Il professo Federico Marangoni è un grande esperto in questo campo; al termine delle sue spiegazioni seguiranno le informazioni inerenti alla storia del Palazzo del Podestà, sede del seminario, proposte dalla dottoressa Elisa Raimondi, laureata in Belle Arti, la quale ci illustrerà anche le caratteristiche architettoniche della Cappella di Santa Caterina e dunque anche della Collegiata di Castell’Arquato.

Castell’Arquato è un borgo medievale davvero incantevole. Come mai è stata scelta questa sede?

Ho scelto Castell’Arquato per la sua valenza storica, il bellissimo borgo medioevale è arroccato lungo la collina e domina il passaggio. Ho voluto inserire l’argomento moda in un contesto storico adeguato. L’anno scorso, nella stessa sede, si sono svolti seminari sull’abbigliamento del ‘300 e quest’anno sul ‘200 e ‘400, secoli in cui il borgo guadagnò prestigio politico e si arricchì sia nel settore economico sia in quello edilizio.

Il sito ha una particolare valenza simbolica?

Verso il secondo decennio del XIII secolo la diocesi piacentina era oberata di debiti pertanto il vescovo ottenne dalla Mensa vescovile, il consenso di cedere al Comune di Castell’Arquato la giurisdizione e i beni che possedeva; gli abitanti così si autotassarono ed acquistarono il borgo in cui avevano le loro case per 700 Lire piacentine. Con il 1220 il territorio fu concesso in enfiteusi (una sorta di affitto) al Comune locale che già si reggeva con propri statuti fino al predominio degli Scotti quando 1290 Alberto Scotti, detto Scoto, intraprese la carriera politica e decise di far costruire il Palazzo.

Comprese nelle due giornate, ci sarà una visita guidata presso la Cappella di Santa Caterina. Ci dica qualche cosa di più su quest’argomento.

Ho proposto la visita alla Cappella di Santa Caterina, all’interno della giornata in cui si tratta la moda del XV secolo, in quanto fornisce importanti fonti di quel periodo stilisticamente ben distinguibili. Gli affreschi che rivestono completamente le pareti, risalenti alla metà del ‘400 circa, oltre che nelle scene religiose, rivelano l’abbigliamento comune anche in scene di vita quotidiana, come durante il lavoro nei campi.

Nel primo seminario l’attenzione sarà posta sulla moda comunale nel XIII secolo. Il periodo interessato rappresenta una fase centrale di svolta?

Certamente. Il XIII secolo è stato un periodo di grandi cambiamenti: grazie ad nuovo telaio orizzontale con aste manovrate a pedale, che sostituì quello verticale, si poté ottenere una trama nella tessitura molto più fitta e precisa, contemporaneamente fu inventato l’orditoio, ovvero quello strumento che manteneva in ordine i molti fili quando li si misurava prima di montarli sul telaio. La tessitura, in Italia, raggiunse così una grande perfezione. A Milano stavano arrivando nuovi influssi di stile e ci si lamentava dell’invasione degli abiti francesi; già nel 1219 a Venezia il “Capitolare de Sartoribus” dava un regolamento ai sarti e da qui altri statuti si attestano tra il 1244 e il 1266, relativi a questo mestiere.

Ritiene che ormai sia antiquato parlare degli anni del Medioevo come di “secoli bui”?

E’ difficile sintetizzare in poche parole i complessi processi di trasformazione che caratterizzarono questa epoca, che ritengo non si possa definirla “buia“. Spesso si pensa al periodo che va dalla fine dell’impero romano d’occidente alla scoperta dell’America come secoli bui ma sono dieci secoli: mille anni che hanno concepito la cultura e lo stile di vita che hanno poi permesso l’affermazione del rinascimento e la rivoluzione scientifica, anni in cui nacquero i comuni e le lingue, in cui vi furono innovazioni in campo agricolo, commerciale, architettonico, artistico, culturale e societario. Mille anni che hanno gettato le basi di quella che sarebbe poi stata la cultura Europea dei giorni nostri.

Seguiranno seminari su questi argomenti nel breve futuro? 

Quest’anno sono stati previsti solamente questi due seminari sull’abbigliamento. Il penultimo weekend di marzo sarò impegnata come consulente presso la Fiera della rievocazione storica Armi & Bagagli a Piacenza. A Castell’Arquato invece seguiranno altri eventi che riguarderanno la moda nel mese di aprile; sempre presso il Palazzo del Podestà allestirò un’esposizione di abiti che confeziono personalmente inerenti al periodo visconteo del borgo e saranno esposti vesti e sopravvesti sia maschili sia femminili che presentano quegli aspetti stilistici degli abiti del tempo.

Quali sono i suoi progetti?

A maggio seguirà un workshop sulla realizzazione della tasca del XIII-XV secolo in cui i partecipanti, seguendo le fonti, cuciranno la propria borsa. Collaborerò nell’organizzazione di due cortei nuziali quattrocenteschi a Castell’Arquato e al Castello di Gropparello in cui vestirò le coppie partecipanti con gli abiti che realizzo.
Durante l’estate seguiranno altre esposizioni nel piacentino, nel pavese e nel parmense. Inoltre continuo a condividere la mia passione attraverso gli articoli che scrivo sul mio sito www.vestioevo.com pubblicando fonti e nozioni sulla moda medievale.

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