Il significato dei mesi del calendario repubblicano francese

Istituito per commemorare la fine della monarchia e l’inizio della repubblica, il calendario repubblicano francese fu in vigore dal 21 settembre 1792 al 31 dicembre 1805, quando fu abolito da Napoleone Bonaparte, e per 18 giorni nel contesto della Comune di Parigi nel maggio 1871.

Esso era composto da 12 mesi di 30 giorni ciascuno, con l’aggiunta di 5 giorni a fine anno per pareggiare il conteggio con il calendario canonico. Questi giorni, denominati sanculottidi, negli anni bisestili diventavano 6, coprivano il periodo dal 17 al 22 settembre e rappresentavano valori cari alla Francia post-1789: la virtù, il genio, il lavoro, l’opinione, la ricompensa e la rivoluzione.

Ogni mese era diviso in 3 decadi e prendeva il nome del periodo dell’anno in cui si svolgeva.

Il vendemmiaio, dal 22 settembre al 21 ottobre del calendario gregoriano, era legato alle fasi della vendemmia. Ogni giorno aveva un proprio specifico nome, tratto dal nome di una pianta, ad eccezione del 5° e del 10° giorno di ogni decade, nei quali la nomenclatura era tratta dal mondo animale e dal mondo degli oggetti agricoli.

Il bruamio, che sarebbe passato alla storia come il mese del colpo di Stato di Napoleone (18 brumaio anno VIII = 9 novembre 1799), traeva il proprio nome dalla nebbia e dalla bruma tipiche del periodo tardo-autunnale.

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Il frimaio, dal 21 novembre al 20 dicembre, fu chiamato così per il freddo secco e asciutto tipico del periodo, come risulta dal rapporto della Convenzione Nazionale redatto da Fabre d’Églantine.

Il nevoso copre il periodo più freddo dell’anno, tant’è che i 30 giorni compresi non presero il nome di piante, bensì di animali e sostanze minerali, dato che nei mesi più “nevosi” dell’anno la vegetazione non cresce.

Il piovoso, legato alla sfera della pioggia e degli acquazzoni, copre il periodo dal 20 gennaio al 18 febbraio, mentre il ventoso interessa i giorni che vanno dal 19 febbraio al 20 marzo.

Il germinale, il cui nome ricorda la fermentazione e lo sviluppo agricolo dei primi mesi primaverili, è anche il titolo di un romanzo di Émile Zola, pubblicato nel 1885. Esso va dal 21 marzo al 19 aprile.

Il fiorile, che ricorda la sbocciatura dei fiori, copre il periodo dal 20 aprile al 19 maggio, mentre il pratile è legato «alla fecondità ridente dei prati e alla raccolta delle messi da maggio a giugno», come risulta dal suddetto rapporto di Fabre d’Églantine.

Il messidoro e il termidoro, che corrispondo ai nostri mesi estivi, ricordano le spighe ondeggianti, la calura e il periodo della mietitura. Inoltre, il 9 termidoro anno II è la data del colpo di Stato che pose fine al Terrore di Robespierre.

Infine, dal 18 agosto al 16 settembre, prima dell’inizio dei giorni sanculottidi, prende il via il mese di fruttidoro, in cui si esalta la maturazione dei frutti sulle piante.

Fonte:

– M. De Paulis, G. Pontremoli, M. Salomone, La rivoluzione del calendario, Torino 1988.
– E. Lirisi, Calendrier révolutionnaire, Parigi 2006.

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