La storia di Mohammed Helmy

La notizia ha già avuto modo di fare il giro del mondo e segna un capitolo importante nelle relazioni tra mondo ebreo e cultura araba.

Mohammed Helmy potrà d’ora in avanti essere considerato al pari di italiani come Giorgio Perlasca e Carlo Angela, insigniti del titolo onorifico di “Giusti tra le Nazioni“. Tuttavia la storia del dottore sudanese che si trasferì a Berlino all’inizio degli anni ’20 ha una caratteristica particolare e dalla portata storica: si tratta del primo arabo a ricevere la nomina dal Museo dell’Olocausto di Gerusalemme.

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In una cerimonia presso il Ministero degli Esteri di Berlino, un parente di Helmy ha ricevuto il titolo: l’urologo è infatti morto il 10 gennaio 1982 ma il suo gesto è rimasto indelebile nel tempo. Dopo che fu espulso dal Robert Koch Institute in quanto “non ariano” dopo l’ascesa al potere del nazionalsocialismo, Mohammed Helmy si impegnò a fondo per salvare Anna Boros e suoi tre parenti in un’abitazione nel quartiere berlinese di Buch.

Attualmente sono 26.513 le persone insignite di questo titolo, conferito a chi si impegnò per fornire aiuto agli ebrei durante la Shoah e la seconda guerra mondiale. L’esperienza di Mohammed Helmy è un valore aggiunto, e la presenza di un arabo nella lista dei “Giusti tra le Nazioni” può essere un buon punto di partenza nella relazione tra due realtà così distanti.

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