Il contributo dell’Italia nella guerra del Golfo

La guerra del Golfo fu combattuta tra il 2 agosto 1990 e il 28 febbraio dell’anno successivo, contrapponendo l’Iraq di Saddam Hussein ad una coalizione sotto l’egida dell’ONU e guidata dagli Stati Uniti.
Ma quale fu il supporto militari degli Stati europei e, in particolare, dell’Italia?

La coalizione che combatté contro Saddam Hussein era composta da circa 35 Paesi, tra cui anche l’Italia: il nostro Paese, sotto la guida del generale friulano Mario Arpino, contribuì con otto aerei di combattimento Panavia Tornado (di cui uno fu abbattuto durante le fasi iniziali del conflitto), due cacciatorpedinieri, due fregate e una nave di sostegno, chiamata Stromboli.

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Un Panavia Tornado GR4

L’esperienza della guerra del Golfo è la prima occasione in cui apparirà in maniera chiara ed evidente la superiorità militare americana, sia tecnologica che logistica, rispetto al contingente fornito dagli Stati europei.

Molti parleranno della guerra del Golfo come di una occasione perduta. L’occasione perduta non fu la mancata avanzata delle forze di coalizione fino a Baghdad con l’eliminazione di Saddam Hussein e il cambiamento di regime, ma piuttosto l’assenza di iniziative per creare un nuovo ordine in Medio Oriente, in un momento in cui l’America aveva raggiunto una posizione dominante nell’area.

Fonte: G. MAMMARELLA, Europa e Stati Uniti dopo la guerra fredda, Il Mulino, Bologna 2010.

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