Il progresso delle società

Avviamo oggi un processo di analisi antropologica della storia, avvalendoci del supporto del biologo e scrittore Roberto Bani.


L’umanità sorge dai Primati. Dal lungo processo svoltosi in stadi di crescente socialità fino a gruppi sociali promiscui, unità di poche decine di membri come negli scimpanzé e verosimilmente presenti in australopitechi e ominidi.

La sociostruttura diffusa tra i recenti popoli primitivi doveva essere la stessa dei sapiens preistorici e consiste in un’elastica articolazione di piccoli gruppi: Individui quasi sempre riuniti nella Famiglia formata dal padre con una o due mogli e i loro figli, più famiglie imparentate o amiche formano il Clan o Gens o famiglia allargata; convivendo in un unico villaggio formano la Tribù. La rivoluzione agricola fu certo travolgente sulla natura ma non mutò la struttura della specie: le Tribù di Cacciatori Raccoglitori si adattarono alle nuove forme di economia come tribù di contadini o di allevatori le cui divergenti tecnologie, che presero a specializzarsi per ottimizzare l’uso di piante o di animali, presto divaricarono fino a opporre i Villaggi Agricoli tendenti al sedentario alle Bande Pastorali mobili.

Se l’organizzazione umana in famiglie, clan e tribù come gruppo limitato, coesivo e cooperativo restava immutata, il processo mutante era iniziato: i vantaggi e proliferarsi delle nuove attività produttive cui si aggiunsero commercio e artigianato inevitabilmente spinsero a nuovi rapporti e strutture nella specie.

Città-Stato spuntano qua e là sul pianeta anche in aree tra loro remote, si moltiplicano e presto confinano e, com’è nella natura umana, prendono a rapportarsi e a litigare, da cui la spinta a allearsi per vivere in pace o fare la guerra. Sorgono così confederazioni di città come quella azteca o etrusca, la lega delio-attica sotto Atene e peloponnesiaca guidata da Sparta, espressioni di embrionale superare il livello di città-stato o singola città politicamente autonoma che controlla il suo contado.

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Fonte: Treccani.it

Fu quasi sempre l’espansione militare delle classi egemoni che portò a più ampie società: lo stato cittadino che dominò altre città e terre passò a Stato Regionale o pluricittadino e quando uno di questi ne conquistò altri divenne Stato Nazionale o pluriregionale esteso su territori diversi e vasto, ambedue con molti centri urbani sui quali resta egemone quello conquistatore.

Roma è fulgido esempio di progresso delle unità sociali: le tribù iniziali, cioè i villaggi in cima ai sette colli, già convivevano confederate quando la fondazione di Romolo del 21 aprile 753 a.c., seguendo i riti locali e il mito, ufficialmente le rese città-stato. Liberatasi dal controllo etrusco, la repubblica organizzò e volse l’urbe a ricorrenti guerre coi latini, etruschi, sanniti di cui conquistò città allargandosi a stato regionale; poi, sopratutto dopo le vittorie su Cartagine, si estese su altre regioni quindi a stato nazionale e pure, direi, subcontinentale diventando capitale e nodo nevralgico della rete di strade e relazioni unificanti le terre disperse nel suo vasto impero.

Ma tale progresso a più ampie unità scorre su due marcati distinti modelli organizzativi. Civiltà Gerarchiche di Mesopotamia, Egitto, India, Cina, Messico e altre, da stati cittadini passarono a stati regionali; ma la Persia Achemenide svolse conquiste tali da connotarsi a impero pluriregionale. Di nuovo il modello monocratico autoritario connota le recenti civiltà Bizantina, Omayyade, Abbaside, Moghul, Turco Ottomana, di Spagna, Austria, Russia.

Tra le Civiltà Privatiste restarono a livello di città stato le Minoiche, Micenee, Fenice, Etrusche e le polis della Grecia Classica, mentre dopo Alessandro Magno l’impero persiano fu smembrato a stati regionali. Come Roma anche Cartagine passò da città stato a stato sub continentale. Se i domini feudali Franco e Germanico tesero a disgregarsi ne seguì di nuovo la fusione di più staterelli cittadini in stati regionali e nazionali in Francia, Spagna, Svizzera, Olanda, Gran Bretagna più tardi Italia e Germania; pure gli Stati Uniti nascono come confederazione.

Così i comuni italiani si fecero guerra finché non sorsero entità regionali: Firenze poco alla volta conquistò le altre città fino al granducato di Toscana; ma solo la seconda guerra d’indipendenza e la spedizione dei mille faranno confluire le diverse entità regionali nello stato nazionale d’Italia.

L’evo moderno irrompe con grandi potenzialità: la navigazione affronta gli oceani, si pensi al fatale 1492, e il sempre più fitto succedersi di scoperte e invenzioni realizza tale incremento dei mezzi di trasporto e comunicazione da creare stabili rapporti tra aree geografiche lontane, ormai inserite in reti che arrivano a avvolgere l’intero pianeta. Ciò consentì agli stati nazionali di confederarsi in alleanze, da cui i molti conflitti e le devastanti guerre mondiali, e la nascita dei planetari imperi coloniali di Portogallo, Spagna, Francia, Russia, Olanda e Inghilterra come rudimenti della Struttura Mondo o organizzazione planetaria ormai sempre più incipiente. Oggi tante reti globali sovrastano gli stati, pur di natura diversa sono tutte comunque rivolte all’organizzazione planetaria: collegare e integrare tutti gli umani in unica globale comunità è nell’imminente futuro culmine della travolgente avventura che è la storia.

La storia delle società umane appare riconducibile a due soli parametri. Vedremo in seguito il secondo mentre il primo si configura come linea di progresso di unità sociali sempre più ampie e avvolgenti, che si pone in naturale continuità con l’evoluzione sociale degli animali trattata in altri lavori. Inizia dai bassi vertebrati le cui specie sono in larga parte a individui solitari per poi apparire le unità madre-prole nei Mammiferi; per evoluzione genetica i legami si incrementano dando la famiglia poi la struttura simile al clan e poi la tribù, socio-struttura di arrivo delle trasformazioni genetiche e inizio di quelle storiche per evoluzione culturale.

Questi in sintesi i livelli di unità sociali:

    1. Individui Solitari e unità madre-prole
    2. Famiglia Limitata o nucleo familiare, unione di più Individui
    3. Famiglia Estesa o parentale o clan, unione di più Famiglie
    4. Tribù plurifamiliare, unione di più Clan diventa poi Rione
    5. Stato Cittadino o pluritribale, unione di più Tribù da il Comune
    6. Stato Regionale o unione di più Città da poi la Regione
    7. Stato Nazionale o pluriregionale, unione di più Regioni
    8. Stato Mondiale o plurinazionale, unione di più Nazioni

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Nello schema allegato il succedersi dei livelli e integrazione delle unità sociali di ognuno nei livelli superiori sono state riassunte nel tempo. Sembra ripetersi il criterio dei passaggi: le entità di un livello se ne stanno per un po’ indipendenti e pure in rivalità finché non si confederano quindi, per vicende spesso di conquista da parte di una sulle altre, danno l’entità superiore al cui interno resta pressoché tutta l’organizzazione inferiore. Col risultato che oggi troviamo, scendendo dall’alto: nazioni articolate in regioni o cantoni o stati inferiori, ognuna contenente province o contee con comuni suddivisi in quartieri, cenni di clan e poi famiglie formate dai singoli. In salita le entità di ogni livello integrano le inferiori e sono inserite in superiori fino all’imminente rete globalizzata integrante tutti i membri della specie.

Roberto Bani, biologo e scrittore

Un pensiero su “Il progresso delle società

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