La fiducia sociale e la capacità associativa

Proseguiamo il nostro percorso storico-antropologico con il biologo e scrittore Roberto Bani.

La notevole capacità associativa della specie umana può ricondursi a un tipo di legame suo proprio, la cui essenza è il non richiedere necessariamente la presenza fisica dell’oggetto cui legarsi.

Fin dai primitivi il confederarsi delle tribù supera il livello dei gruppi isolati presente tra gli animali testimoniando l’esistenza del legame astratto, cioè a distanza, foriero del successivo progresso sociale. Se il legame concreto fa sentire uniti a qualcosa, territorio o cospecifico o gruppo, vicino e raggiungibile presto quello astratto o ideologico vincola gli umani a qualcosa normalmente non presente o percepibile in breve tempo, perché lontano o anche solo ideale, ma è tale vincolo che li unisce.

L’oggetto da cui sono attratti può coincidere con la comunità, la patria o il capo di stato, o con un istituto ampio come la chiesa e il suo capo, un partito o ceto sociale, ma pure con la lingua, tradizione e storia comuni. Essenzialmente fa sentire uniti a entità anche non presenti e non raggiungibili rapidamente con la persona e lo sguardo, ma che pur non vicine se ne tiene conto influenzando idee e azioni. Oltretutto unendo a entità culturali di per sé assai variabili risulta esso stesso variabile, così spiegando la mutevolezza delle strutture sociali e la dinamicità della storia.

Ma quale può essere il sentimento che alle cose e agli altri ci lega? Quasi tutti i Pesci, Anfibi, Rettili pur solitari sono comunque legati al territorio e il progresso sociale nei Mammiferi inizia con la cura della prole da parte della madre per poi proseguire come unione tra adulti: il primo legame sociale si palesa nella durevole tendenza a stare vicini tra madre e prole, dopo di che i legami si moltiplicano rivolgendosi agli altri cospecifici.

Qualità comune è la protezione: il territorio la offre a chi lo occupa, la madre al figlio, l’individuo sociale all’altro; altro tratto è la nutrizione e territorio e madre danno cibo. Quand’è presso l’oggetto desiderato il soggetto manifesta minor ansia e agitazione, e la tranquillità indotta da vicinanza mi fa ritenere che spinta psichica legante sia la fiducia o sicurezza; ovvero, percepiti gli adeguati segnali, fiducia offre il territorio all’occupante, la madre al figlio, l’amico all’amico.

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Si verifica il bisogno, la ricerca, il piacere della sicurezza come esistono il bisogno, ricerca, piacere di mangiare, bere, dormire, fare sesso o altro: sicurezza unita all’idea o ricordo del proprio territorio spinge il soggetto verso questo, se idea è la madre il figlio la riconosce e se ne sta con lei, se idea che dona sicurezza è il partner ecco il legame sessuale.

Quindi, in generale, se varie idee rispondenti ad altrettanti cospecifici danno fiducia ecco che il soggetto tende a stare presso di loro; tale moltiplicarsi si è realizzato col tempo ed ecco che la palese evoluzione per incremento dei legami avvenuta nei Mammiferi risulta parallela all’evoluzione per incremento della fiducia negli altri, anzi questa ne è causa. Come dimostravo in Psiche e Società, la socialità animale è progredita per il sempre maggior numero d’individui che offrono sicurezza, sono affidabili, e acquisire nuovi legami nelle classi di età-sesso porta nuovi cospecifici a unirsi in sempre più ampie unità sociali.

Naturalmente ciò vale pure per noi umani: se solo il territorio, la nostra proprietà e soldi, offre sicurezza vivremo da solitari, non ci fideremo degli altri ma solo di noi e di ciò che possediamo; se una persona ci dà fiducia ma gli altri no vivremo con lei, saremo una famiglia però isolata; se un gruppo o comunità ci da fiducia vivremo volentieri coi loro membri e condivideremo molto; se un personaggio potente offre sicurezza a lui ci si sottomette, e così via.

Più legami sono copresenti e si sommano. Infatti ognuno è legato alla propria casa, famiglia, amici, posto di lavoro, luoghi piacevoli, alla sua città, regione, stato, alla classe sociale e/o all’intera umanità, eccetera, e ciò consegue alla gran capienza della mente e conoscenza con l’articolare le idee in modo analogo alle strutture esterne. Se nei pur limitati cervelli dei Mammiferi esiste la fiducia unita a qualche idea per cui il soggetto tende a stare vicino all’oggetto che con tale idea riconosce, noi umani con capiente cervello e tante idee su società, relazioni e strutture per livelli vi proiettiamo o meno fiducia e di seguito ci comportiamo con l’una o l’altra.

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Fin dall’infanzia le idee si strutturano come i fatti reali, ne viene la potente capacità di capire il mondo e i suoi livelli di strutture, e pure di considerare i vari livelli e fatti sociali per unirvi o meno ogni nostro sentimento e variamente legarci all’una o l’altra entità sociale.
In concreto: ognuno di noi è ben consapevole di far parte di una famiglia, di gruppi di amici e conoscenti, di un quartiere, comune, regione e un certo stato fino all’intera umanità, e all’uno o l’altro volgiamo fiducia o diffidenza per cui ci leghiamo in vario modo, di conseguenza modulando la nostra esistenza.

La mente associa le idee nei modi più vari, fino ai più fantasiosi, perciò pure le struttura in livelli d’idee che associa a fiducia spiegando il formarsi di livelli di legami, quindi pure la dote storica di creare livelli di società.

Roberto Bani, biologo e scrittore

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