Chi era Luigi Calabresi?

In questi giorni si è tornato a parlare di un personaggio molto noto della storia repubblicana d’Italia. Si tratta di Luigi Calabresi, padre dell’attuale direttore del quotidiano La Repubblica.

La notizia di cronaca si riferisce al dibattito andato in onda durante la trasmissione televisiva DiMartedì, su La7. Il leader del Movimento5Stelle, Luigi Di Maio, e Mario Calabresi, direttore di Repubblica, si sono scontrati sul tema delle querele e della libertà di stampa.

Il fatto in questione, sottolinea Calabresi, «è che [l’ufficio legale del M5S] ha fatto causa a un signore che si chiama Luigi Calabresi, mio padre. Non c’è più da quaranta e rotti anni, e questo dà l’idea dell’approssimazione con cui fate le cose».

Abbiamo quindi rilevato l’esigenza di comprendere chi fosse Luigi Calabresi e di fare chiarezza su una figura importante della storia politica italiana.

 

Luigi Calabresi (1937-72)

Tutto ha inizio con la strage di piazza Fontana, quando una bomba esplode all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano causando diciassette vittime e il ferimento di quasi novanta persone. È un momento di svolta per la storia d’Italia: inizia la strategia della tensione.

Le indagini, guidate dal commissario romano Luigi Calabresi, dal questore Marcello Guida e dal capo dell’ufficio politico Antonino Allegra, si soffermano fin dal principio sulla pista anarchica. È un ambiente che Calabresi conosce bene, e su cui ha indagato fin dalla seconda metà degli anni ’60. Vengono individuati alcuni responsabili, e tra questi è presente il ferroviere Giuseppe Pinelli.

15 dicembre 1969: a pochi giorni dall’attentato, Pinelli muore in circostanze misteriose, cadendo dalla finestra del quarto piano della Questura di Milano. 

La targa che ricorda Giuseppe Pinelli in piazza Fontana.

I responsabili della morte di Pinelli vengono individuati subito nelle forze di polizia e, in particolar modo, in Luigi Calabresi. È soprattutto il gruppo di Lotta Continua a premere sul tasto dell’acceleratore per mettere in stato d’accusa il commissario, e avviare una campagna di stampa diffamatoria che trova spazio principalmente sulle pagine dell’Espresso.

Sono momenti confusi e concitati. Dario Fo realizza una commedia dal titolo fortemente polemico, Morte accidentale di un anarchico, che viene rappresentata per la prima volta nel dicembre 1970.

Gli attacchi contro Luigi Calabresi si fanno sempre più forti e agguerriti, fino alla fatidica data del 17 maggio 1972. Uscendo dalla sua abitazione nel centro di Milano, mentre si sta dirigendo a lavoro, il commissario Calabresi viene ucciso da alcuni uomini, esponenti del gruppo di Lotta Continua.

Aveva 34 anni. Lascia una moglie e tre figli: Paolo, Luigi e Mario. Quest’ultimo diventerà un famoso giornalista e direttore del quotidiano La Repubblica.

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