Siamo uomini o caporali? Il celebre discorso di Totò

«Siamo uomini o caporali» è un film di Camillo Mastrocinque, diretto nel 1955 e interpretato da Totò e Paolo Stoppa.

Il senso del film, che al momento del rilancio delle sale non riscosse ampio successo, è racchiuso nelle parole di Antonio de Curtis, in arte Totò:

L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali.
La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza.
Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.

I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque.

Dunque dottore ha capito? Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera!

Per approfondire ⬇⬇⬇
📚
Gentile E., “Caporali tanti, uomini pochissimi. La storia secondo Totò“, Laterza, 2020.

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